Il Distretto Culturale Evoluto delle Marche

La Regione Marche ha lanciato il progetto Distretto Culturale Evoluto delle Marche come azione strategica della programmazione regionale promossa in coerenza con le direttive dell’Unione Europea. 

Al DCE possono partecipare enti pubblici, istituti e luoghi della cultura, enti, associazioni e fondazioni, imprese profit e non profit, istituti di alta formazione ed altri soggetti pubblici o privati interessati all’ambito culturale e creativo. In questa pagina il bando, la presentazione e gli incontri

Lo sviluppo del DCE Marche si basa sull’assunto che il patrimonio culturale, le attività culturali, gli istituti ed enti culturali e di formazione, sono laboratori di innovazione a base culturale capaci di generare imprenditorialità culturale e creativa, e che i prodotti e i servizi ideati a loro volta possono rappresentare uno dei principali vantaggi competitivi anche dei settori produttivi tradizionali del territorio.

Indirizzi e modalità del DCE (previsto dalla L.R.4/2010) sono stati individuati con la DGR 1753/2012 che ha definito le procedure e i criteri per l’individuazione di un “parco progetti regionale”, costituito da progetti ad iniziativa regionale e da non più di tre progetti di dimensione sovralocale, interprovinciale o interregionale per ogni ambito provinciale. Al DCE possono partecipare enti pubblici, istituti e luoghi della cultura, enti, associazioni e fondazioni, imprese profit e non profit,

istituti di alta formazione ed altri soggetti pubblici o privati interessati all’ambito culturale e creativo.

 

Nel 2013 sono stati attivati 13 progetti e nel 2014 altri 4 progetti a regia regionale. Tra i progetti DCE finanziati alcuni progetti messi a punto direttamente o con il supporto delle Università di Macerata e di Urbino.

Università di Macerata

Progetto DCE “PlayMarche: un distretto regionale di beni culturali 2.0”

L’Università degli studi di Macerata ha presentato, in qualità di capofila, in risposta all’avviso pubblico della Regione Marche avente ad oggetto la L.R. 4/10, DGR 1753/12, Distretto culturale evoluto delle Marche, Progetti di interesse regionale, un progetto dal titolo “PlayMarche: un distretto regionale dei beni culturali 2.0”.

Il progetto PLAYMARCHE si è classificato al secondo posto tra i progetti finanziati, con l’assegnazione totale del finanziamento richiesto:Il budget totale di progetto è di € 847.000,00, finanziato per euro 300.000,00 dalla Regione Marche e per € 547.000,00 da tutti i partner di progetto.

Il Progetto fa leva su un ampio partenariato: 18 istituzioni pubbliche e 33 private collaborano per sviluppare soluzioni Ict da applicare alla divulgazione e valorizzazione di beni e valori culturali, materiali e immateriali, del territorio; il tutto ponendo il linguaggio del gioco al centro dell’attenzione.

Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità del territorio creando un sistema integrato e una riqualificazione funzionale dei Musei, dei Parchi e delle Aree archeologiche, dando vita a una rete immateriale di poli fra loro interconnessi.

L’Università di Macerata è partner anche di altri due progetti regionali DCE:

- il progetto DCE “i Cammini Lauretani”, coordinato dal Comune di Loreto con il supporto della Diocesi di Loreto, ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione del Sacro dei Cammini Lauretani come risorsa identitaria del territorio. Il valore distintivo del progetto è il culto di Maria di Loreto; come Culto Sacro è un prezioso unicum, valore immateriale sedimentato nei secoli, attraverso tradizioni ed innovazioni, riprodotto nel genius loci diffusosi molecolarmente nei siti, nelle istituzioni e nel sociale. I “Cammini Lauretani” possono quindi essere colti e rappresentati come un grande valore culturale del territorio regionale e locale, come “risorsa trasversale”, capace di indurre e sostenere nel tempo importanti processi di crescita economica, sociale, culturale e spirituale del territorio marchigiano;

- il progetto DCE “Distretto Culturale evoluto della Provincia di Fermo”, coordinato dalla Provincia di Fermo, che mira alla realizzazione di un sistema di rete delle eccellenze nel campo dei beni culturali del territorio fermano, basato sul concetto di intersettorialità con il coinvolgimento di diversi ambiti economici - dalla cultura, all’industria, ai servizi ed al turismo - all’interno di interventi capaci di strutturarne le interrelazioni e le sinergie. Il progetto si sviluppa attraverso 3 assi di azioni.

Asse 1: creare un nuovo modello di gestione degli uffici turistici, cercando di portarli ad essere economicamente indipendenti. Saranno quattro le strutture pilota: Porto San Giorgio, Fermo, Montefortino e Campofilone. Il secondo asse di azione formerà la piattaforma tecnologica, mentre quella del colore attuerà l’altra parte del progetto. La valorizzazione del colore naturale come risorsa di marketing: riscoprire in particolare gli antichi guado e scotano (usati nelle Marche tra il XIV e il XVII secolo). L’utilizzo dei colori naturali sarà promosso nei campi della bioedilizia, belle arti, restauro, cosmetica, tintura di pellami e perché no, anche nei prodotti alimentari. Sarà creato un brand e si collaborerà anche con Tipicità.

Università degli studi di Urbino Carlo Bo

Progetto DCE Barco Officina Creativa

L’Università di Urbino partecipa, in qualità di partner, al progetto “Barco Officina Creativa”, finanziato dalla Regione Marche nell’ambito del progetto Distretto Culturale Evoluto (DCE), ampio edificio storico a 1 km da Urbania, già casino di caccia ducale creato nel 1465 per volontà di Federico da Montefeltro, poi rimaneggiato nel XVIII secolo in stile vanvitelliano, recentemente restaurato. Obiettivo del progetto è (ri)fare del Montefeltro un Ecosistema Culturale dedicato ai giovani, che attragga Talento, produca Creatività, diffonda Innovazione, crei Impresa. Raffrontandoci con realtà emergenti, attraverso processi di confronto e contaminazione profonda che facciano leva sulle differenti componenti territoriali, da quella culturale a quella sociale a quella produttiva, verranno costituite le premesse per l’affermarsi di una reale “economia della conoscenza” generando in ultimo prodotti di qualità, occupazione e nuova impresa. Alcune attività all’interno delle quattro principali sezioni. Lavoro: Incubatore / Acceleratore, Co-working space, Studio di ricerca e innovazione, Studio di strategia e consulenza, Casa di produzione digitale, Fab Lab, Magazine di informazione e opinione. Educazione: Arte / residencies, Conferenze ed eventi (TED talks, awards), Corsi (3rd ward). Accoglienza e Ristoro, Bed&Breakfast, Appartamenti, Bar. Produzione Locale: Coltivazioni e prodotti locali, Allevamento, Artigianato.

Ognuna di queste attività favorisce l’esistenza delle altre. Per poter spiegare lo scopo di queste attività e necessario entrare nel merito delle loro funzioni. L’iniziativa prevede un incubatore di startup che, all’interno del co-working space, da la possibilità a imprenditori e talenti di accelerare lo sviluppo delle proprie imprese. L’incubatore si occupa di facilitare lo sviluppo dell’impresa offrendo capitale iniziale in cambio di equity e un programma di consulenza data dal board, che include esperti del settore e connessioni con investitori. L’incubatore darà vita ad una fucina di possibilità per creare soluzioni e businesses indipendenti che siano focalizzati a risolvere, promuovere e sviluppare problemi e opportunità locali e non. Co-Working space: gli spazi di Barco sono a disposizione di studi o professionisti che decidono di lavorare presso la struttura. La condivisione dello spazio ha l’obiettivo di creare connessioni trasversali fra professionisti che possano portare a soluzioni e situazioni inaspettatamente piacevoli. Altre attività saranno dedicate alla organizzazione di Corsi, Laboratori di coworking, ospitalità in loco di artisti e creativi, ma anche di visitatori e partecipanti alle attività in programma.

Progetto DCE “CreAttività”

L’Ateneo urbinate è partner anche di un altro progetto regionale DCE proposto dalla Provincia di Pesaro e Urbino, “CreAttività” che ha la finalità sia di favorire sviluppo di nuove attività economiche che facciano degli asset culturali e della capacità creativa il motore di crescita economica e sociale, sia di qualificare ed applicare nuovi modelli gestionali e organizzativi nei settori della cultura, del turismo, dell’ ambiente e paesaggio, della valorizzazione delle tipicità e delle produzioni artigianali manifatturiere ed industriali, L’intervento è teso a innescare percorsi virtuosi sul territorio che vedano quindi promuovere e abilitare la costituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale composto da operatori con esperienza nei diversi settori (culturale, turistico, marketing territoriale, comunicazione, tecnologia, produttivo e manifatturiero) e le istituzioni scientifiche e di ricerca (università) al fine di definire e realizzare prodotti e servizi innovativi per la valorizzazione su scala internazionale delle specificità del territorio e delle diverse filiere, con il sostegno di nuovi modelli di governance.

DCE della Provincia di Fermo

Il progetto “Distretto Culturale Evoluto della Provincia di Fermo” è promosso dalla Provincia di Fermo, in collaborazione con il Comune di Fermo, e un vasto partenariato pubblico privato con lo scopo di connettere il patrimonio culturale con la capacità manifatturiera come la sintesi di espressioni di eccellenza che qualificano il miglior Made in Italy nel mondo.

Individua tre filiere, culturale - turistica, tecnologica e manifatturiera - creativa, localizzando nel nuovo Terminal di Fermo l’hub/punto di accesso principale del territorio a cui collegare altre postazioni fisiche e concept store connessi sia ai 23 musei del sistema museale fermano che al sistema imprenditoriale dell’area calzaturiera.

Progetto promosso e finanziato dai G.A.L. delle Marche 

nell’ambito del P.S.R. Marche 2007/13 - Asse IV - approccio LEADER - Misura 421 e in coerenza con i principi ispiratori del Distretto Culturale Evoluto della Regione Marche

Progetto gestito
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