La nuova legislazione italiana sulle start up innovative

Legge 17 dicembre 2012, n. 221 (conversione, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, G.U. n. 294 del 18 dicembre 2012, s.o. n. 208)

Sezione IX (si omettono le altre sezioni) Art. 25
Start-up innovativa e incubatore certificato: finalita', definizione e pubblicita'

1. Le presenti disposizioni sono dirette a favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, ((la nuova imprenditorialita' e)) l'occupazione, in particolare giovanile, con riguardo alle imprese start-up innovative, come definite al successivo comma 2 e coerentemente con quanto individuato nel Programma nazionale di riforma 2012, pubblicato in allegato al Documento di economia e finanza (DEF) del 2012 e con le raccomandazioni e gli orientamenti formulati dal Consiglio dei Ministri dell'Unione europea. Le disposizioni della presente sezione intendono contestualmente contribuire allo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale, alla creazione di un contesto maggiormente favorevole all'innovazione, cosi' come a promuovere maggiore mobilita' sociale e ad attrarre in Italia talenti, ((imprese innovative)) e capitali dall'estero.
2.

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Analisi del contesto socio economio e culturale el progetto Cultlab

Il fenomeno delle start-up in Italia

di Giorgio Calcagnini e Giorgio Mangani

 

L'attenzione per il fenomeno delle start up innovative ha avuto una forte accelerazione in Italia negli ultimi due anni, probabilmente in conseguenza della constatazione del ritardo del Paese e di  molti dei suoi tradizionali settori e distretti produttivi nell'innovazione di prodotti e processi necessari alla competizione a scala globale.

Trattandosi di un fenomeno ancora poco censito ed analizzato con sistematicità, anche per il suo frequente carattere di informalità, gli studi non consentono di avere dati esaustivi.

È comunque significativo rilevare (cfr. l'analisi proposta nel 2012 dalla Fondazione italo-americana "Mind the bridge" di San Francisco, Startups in Italy. Facts and trends, Survey 2012) che questo genere di imprese dimostra scarso interesse per la localizzazione della propria attività, trattandosi prevalentemente di progetti attivi sul web (49%) o nella ICT (21%), esprimendosi piuttosto per una location che possa essere in grado di favorire contatti strategici per lo sviluppo delle fonti di finanziamento (seed capital o venture capital) e per il perfezionamento del progetto sotto il profilo tecnologico o industriale.

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Il Distretto Culturale Evoluto delle Marche

La Regione Marche ha lanciato il progetto Distretto Culturale Evoluto delle Marche come azione strategica della programmazione regionale promossa in coerenza con le direttive dell’Unione Europea. 

Al DCE possono partecipare enti pubblici, istituti e luoghi della cultura, enti, associazioni e fondazioni, imprese profit e non profit, istituti di alta formazione ed altri soggetti pubblici o privati interessati all’ambito culturale e creativo. In questa pagina il bando, la presentazione e gli incontri

Lo sviluppo del DCE Marche si basa sull’assunto che il patrimonio culturale, le attività culturali, gli istituti ed enti culturali e di formazione, sono laboratori di innovazione a base culturale capaci di generare imprenditorialità culturale e creativa, e che i prodotti e i servizi ideati a loro volta possono rappresentare uno dei principali vantaggi competitivi anche dei settori produttivi tradizionali del territorio.

Indirizzi e modalità del DCE (previsto dalla L.R.4/2010) sono stati individuati con la DGR 1753/2012 che ha definito le procedure e i criteri per l’individuazione di un “parco progetti regionale”, costituito da progetti ad iniziativa regionale e da non più di tre progetti di dimensione sovralocale, interprovinciale o interregionale per ogni ambito provinciale. Al DCE possono partecipare enti pubblici, istituti e luoghi della cultura, enti, associazioni e fondazioni, imprese profit e non profit,

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Progetto promosso e finanziato dai G.A.L. delle Marche 

nell’ambito del P.S.R. Marche 2007/13 - Asse IV - approccio LEADER - Misura 421 e in coerenza con i principi ispiratori del Distretto Culturale Evoluto della Regione Marche

Progetto gestito
dall’Ass.Temporanea di Scopo
CULTLAB



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Fabriano (AN)
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